Guide PDF da scaricare

Documenti professionali, schede operative e guide tematiche in formato PDF. Tutti i materiali sono aggiornati al 2026 e liberamente scaricabili.

PDF

Guida Completa all'ISEE 2026

Come si calcola, cosa include, le soglie aggiornate, le eccezioni e le casistiche particolari. Guida pratica per l'AS.

Normativa ⬇ Scarica PDF
PDF

ADI 2026 – Guida Operativa per l'Assistente Sociale

Requisiti aggiornati, Patto di Attivazione Digitale, percorsi di inclusione sociale e ruolo dell'AS nella presa in carico.

Welfare 2026 ⬇ Scarica PDF
PDF

Codice Deontologico Commentato dell'AS

Il Codice Deontologico 2020 con commento articolo per articolo, casistiche pratiche e orientamenti del CNOAS.

Deontologia ⏳ Coming Soon
PDF

Guida LEPS – Livelli Essenziali Prestazioni Sociali

I livelli essenziali delle prestazioni sociali definiti dal Piano Nazionale degli Interventi e Servizi Sociali 2024-2026.

Politiche sociali 2026 ⬇ Scarica PDF
PDF

AI nel Servizio Sociale – Guida Pratica 2026

Come usare ChatGPT e altri strumenti AI nel lavoro professionale: opportunità, limiti etici e privacy (GDPR).

Innovazione Nuovo ⬇ Scarica PDF

Pillole video

Video brevi e pratici per il professionista del Servizio Sociale. In arrivo presto.

Coming Soon
Coming Soon
Coming Soon
Coming Soon

Biblioteca giurisprudenziale

Leggi e sentenze rilevanti per il Servizio Sociale, commentate con le implicazioni pratiche per la professione. Clicca su ogni scheda per approfondire.

Seleziona un filtro o cerca per esplorare la biblioteca

LeggeWelfare

L. 328/2000 — Legge quadro per il sistema integrato di interventi sociali

8 novembre 2000

La norma fondativa del sistema di welfare italiano: definisce i livelli essenziali delle prestazioni, i Piani di Zona, il welfare mix pubblico-privato.

Prima legge organica sui Servizi Sociali dopo 110 anni. Introduce: l'universalismo selettivo, la programmazione locale (Piano di Zona), la co-progettazione con il Terzo Settore, i livelli essenziali delle prestazioni sociali (poi sviluppati nei LEPS).

È la norma di riferimento per ogni A.S. che lavora nei servizi territoriali. Fonda il diritto all'accesso ai servizi e la personalizzazione degli interventi. La conoscenza del Piano di Zona locale è essenziale per orientare le persone verso le risorse disponibili.

La L. 328 è stata attuata in modo disomogeneo nelle regioni: i LEPS recenti (D.lgs 147/2017 e succ.) cercano di colmare questa diseguaglianza territoriale.

Riferimento: L. 8 novembre 2000, n. 328 — GU n. 265 del 13/11/2000

LeggeMinori e famiglia

L. 184/1983 mod. L. 149/2001 — Adozione e affidamento familiare

1983, riformata nel 2001

Afferma il diritto del minore a crescere nella propria famiglia e, ove non possibile, in una famiglia affidataria o adottiva. Chiude gli istituti per minori.

Disciplina l'affidamento familiare (temporaneo, eterofamiliare, consensuale o giudiziale) e l'adozione nazionale e internazionale. La riforma del 2001 ha introdotto l'obbligo di chiusura degli istituti per minori entro il 2006 e rafforzato la preferenza per il collocamento familiare.

L'A.S. è figura centrale: redige le relazioni per il Tribunale per i Minorenni, valuta l'idoneità delle famiglie affidatarie e adottive, gestisce il progetto di affidamento, sostiene il minore nel percorso. Uno degli ambiti con maggiore rilevanza giuridica della professione.

Il D.lgs 149/2022 (riforma Cartabia) ha modificato le procedure: il nuovo Tribunale unificato per le persone, i minorenni e la famiglia cambia gli interlocutori istituzionali dell'A.S.

Riferimento: L. 4 maggio 1983, n. 184 — modificata da L. 28 marzo 2001, n. 149

LeggeDisabilità

L. 104/1992 — Legge quadro per l'assistenza e l'integrazione sociale delle persone disabili

5 febbraio 1992

Principale strumento legislativo per i diritti delle persone con disabilità: permessi lavorativi, contrassegno, agevolazioni, integrazione scolastica e lavorativa.

Definisce il concetto di handicap, istituisce i permessi lavorativi (art. 33) per caregivers e lavoratori disabili, disciplina l'integrazione scolastica (insegnante di sostegno), lavorativa e sociale. Prevede l'elaborazione di un progetto educativo e riabilitativo individuale.

Usata quotidianamente: le persone si rivolgono all'A.S. per accedere ai benefici previsti. Fondamentale conoscere le procedure di riconoscimento dell'invalidità civile, l'accesso ai servizi residenziali e diurni, e le agevolazioni fiscali. La L. 104 sarà progressivamente integrata dal D.lgs 62/2024.

Con la Riforma della Disabilità (D.lgs 62/2024) il sistema di valutazione e certificazione cambierà profondamente. La L. 104 rimane in vigore ma le sue procedure saranno aggiornate nei prossimi anni.

Riferimento: L. 5 febbraio 1992, n. 104 — GU n. 39 del 17/2/1992

LeggeDisabilità

D.lgs 62/2024 — Riforma della Disabilità e Progetto di Vita (PVIP)

3 maggio 2024 — in vigore progressivamente dal 2025

Rivoluzione del sistema: nuova definizione di disabilità basata sul modello ICF, valutazione multidimensionale unificata, Progetto di Vita Individuale Personalizzato (PVIP).

Abbandona il modello medico-certificativo. La disabilità è definita in base all'interazione tra menomazioni e barriere ambientali (ICF-OMS). INPS diventa punto unico di valutazione. Il PVIP sostituisce il progetto individuale ex art. 14 L. 328/2000 e coinvolge l'équipe multidisciplinare.

L'A.S. entra nell'équipe che redige il PVIP: non più solo attestazione di bisogno, ma co-progettazione del progetto di vita della persona. Cambia il rapporto con la persona (da utente passivo a co-protagonista) e richiede competenze di lavoro d'équipe multidisciplinare.

Sperimentazione nei territori pilota dal 2025. Aggiornamento professionale urgente: CNOAS e ordini regionali stanno organizzando formazione specifica.

Riferimento: D.lgs 3 maggio 2024, n. 62 — attuativo della L. 22 dicembre 2021, n. 227

LeggeSalute mentale

L. 180/1978 — Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori (Legge Basaglia)

13 maggio 1978

Chiude i manicomi, introduce la psichiatria di comunità e i trattamenti sanitari obbligatori (TSO). Pietra miliare dei diritti delle persone con disturbi psichici.

Abolisce gli ospedali psichiatrici (O.P.) e i relativi regimi di internamento coattivo. Istituisce i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) negli ospedali generali. Disciplina il TSO come misura eccezionale, garantendo i diritti del paziente. Poi confluita nella L. 833/1978 (SSN).

L'A.S. nei DSM (Dipartimenti di Salute Mentale) e CSM (Centri di Salute Mentale) opera quotidianamente con questa norma. Deve conoscere le procedure di TSO, il ruolo del sindaco come autorità sanitaria locale, e i diritti della persona durante il trattamento.

Il TSO richiede la proposta del medico + convalida di un secondo medico del SSN + ordinanza del sindaco. L'A.S. spesso è coinvolta nel post-TSO: progetto di dimissione e reinserimento nella comunità.

Riferimento: L. 13 maggio 1978, n. 180 — GU n. 133 del 16/5/1978

LeggeMinori e famiglia

D.lgs 149/2022 — Tribunale per le persone, i minorenni e la famiglia (Riforma Cartabia)

10 ottobre 2022 — pienamente operativo dal 2024

Unifica il Tribunale per i Minorenni e il Tribunale civile per le materie di famiglia. Nuove procedure per le tutele, le adozioni e le separazioni.

Istituisce un Tribunale unificato per persone, minorenni e famiglia. Riorganizza le competenze: procedimenti di separazione, divorzio, tutela dei minori e adozione confluiscono in un'unica sede. Introduce il giudice persona di riferimento, semplifica e accelera i procedimenti.

Cambia gli interlocutori istituzionali dell'A.S.: nuove sezioni, nuovi giudici, nuove cancellerie. Le relazioni vanno indirizzate correttamente. Le udienze per le tutele si svolgeranno presso il Tribunale unificato. Fondamentale aggiornarsi sulla sede competente nel proprio territorio.

La riforma ha avuto un'attuazione graduale e non uniforme. In alcuni distretti il Tribunale unificato è già operativo, in altri la transizione è ancora in corso. Verifica sempre la situazione nel tuo distretto.

Riferimento: D.lgs 10 ottobre 2022, n. 149 — attuativo della L. 26 novembre 2021, n. 206

SentenzaDeontologia

Cass. Pen. Sez. VI — Segreto professionale dell'Assistente Sociale

Orientamento consolidato — artt. 200 e 256 c.p.p.

La Cassazione ha chiarito l'ambito e i limiti del segreto professionale dell'A.S.: quando cede di fronte all'obbligo di denuncia e quando resiste anche all'autorità giudiziaria.

L'Assistente Sociale è incluso tra i professionisti che possono astenersi dal deporre sui fatti di cui ha avuto conoscenza in ragione del proprio ministero (art. 200 c.p.p.). Il segreto cede quando vi è obbligo di denuncia ex art. 331 c.p.p. (reati procedibili d'ufficio che ledono la vittima) e quando l'autorità giudiziaria lo ordina motivatamente.

L'A.S. deve distinguere tra segreto professionale (tutto ciò che apprende nella relazione professionale) e obbligo di denuncia (reati procedibili d'ufficio di cui viene a conoscenza nell'esercizio della funzione pubblica). I dipendenti pubblici hanno obbligo di denuncia; il libero professionista ha facoltà. In caso di abuso o maltrattamento su minore, scatta sempre l'obbligo per il pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio.

Consulta sempre il Codice Deontologico CNOAS (artt. 24–28) e, in caso di dubbio, il Consiglio dell'Ordine territoriale. Non esistere mai a chiedere supporto prima di procedere.

Artt. 200, 256, 331 c.p.p. — Codice Deontologico CNOAS, artt. 24–28

SentenzaWelfare

Corte Costituzionale n. 131/2020 — Legittimità della co-progettazione con ETS

26 giugno 2020

Sentenza fondamentale: la co-progettazione con enti del Terzo Settore non è appalto e non richiede gara. Legittima il welfare mix come modalità ordinaria di erogazione dei Servizi Sociali.

La Corte dichiara costituzionalmente legittimo l'art. 55 del D.lgs 117/2017 (Codice del Terzo Settore): gli accordi di co-progettazione tra PA e ETS non sono contratti di appalto ma strumenti di amministrazione condivisa, fondati sul principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 Cost.).

Legittima la partnership tra Servizi Sociali comunali e cooperative, associazioni, fondazioni per la co-gestione dei servizi. L'A.S. può essere coinvolto in tavoli di co-progettazione senza incorrere in irregolarità. Apre la strada a modelli di welfare comunitario e partecipato.

La co-progettazione richiede che vi sia effettiva condivisione di obiettivi e risorse — non è una forma mascherata di affidamento diretto. La PA deve sempre mantenere la regia e la verifica degli esiti.

Corte Costituzionale, sentenza 26 giugno 2020, n. 131

SentenzaDeontologia

Garante Privacy — Accesso alla cartella sociale e trattamento dati

Provvedimenti Garante 2019–2024 — D.lgs 196/2003 e Reg. UE 679/2016 (GDPR)

Il Garante ha definito le regole per il trattamento dei dati personali nelle cartelle sociali: chi può accedervi, per quanto tempo vanno conservati, e i diritti della persona.

I dati contenuti nelle cartelle sociali sono dati personali sensibili (ora "categorie particolari" ex art. 9 GDPR). Il trattamento è lecito solo se fondato su norma di legge o regolamento. L'accesso è riservato a chi ha necessità di conoscerli per ragioni di servizio (need to know). La conservazione è soggetta a termini specifici.

L'A.S. è responsabile del trattamento dei dati nella cartella: deve raccogliere solo i dati necessari, garantire la riservatezza, non condividere con terzi senza base giuridica, e informare la persona (informativa ex art. 13 GDPR). L'accesso agli atti da parte della persona è disciplinato dalla L. 241/1990 con alcune eccezioni per la tutela dei terzi.

In caso di accesso agli atti richiesto dalla persona, valuta sempre se vi sono controindicazioni legate alla tutela di terzi (es. minori, vittime di violenza). Confrontati con il DPO del tuo ente prima di procedere.

Reg. UE 679/2016 (GDPR) — D.lgs 196/2003 — Provvedimenti Garante Privacy

SentenzaMinori e famiglia

Cass. Pen. — Obbligo di denuncia per maltrattamento/abuso su minore

Orientamento consolidato — artt. 331 e 362 c.p.p., art. 572 c.p.

L'A.S. dipendente pubblico che venga a conoscenza di maltrattamenti o abusi su minore ha obbligo giuridico — non facoltà — di denuncia alla magistratura. La mancata denuncia configura reato.

L'A.S. che riveste la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio ha obbligo di denuncia ex art. 331 c.p.p. per tutti i reati procedibili d'ufficio appresi nell'esercizio della funzione. Maltrattamenti (art. 572 c.p.), abuso sessuale (art. 609-bis c.p.), e abbandono di minore (art. 591 c.p.) rientrano in questa categoria.

In caso di fondato sospetto di maltrattamento o abuso, l'A.S. non può attendere la certezza: la denuncia va fatta quando emergono "elementi tali da far ritenere" la commissione del reato. Il referto può essere inviato alla Procura della Repubblica e/o al Tribunale per i Minorenni (per le misure di protezione). Il sospetto, la valutazione professionale e i fatti osservati vanno documentati accuratamente nella cartella.

Distingui denuncia (atto d'obbligo alla magistratura penale) da segnalazione al TM (atto professionale per misure di protezione civile). Le due strade non si escludono e spesso sono entrambe necessarie. Confrontati con il responsabile del servizio.

Artt. 331, 362 c.p.p. — artt. 572, 591, 609-bis c.p. — art. 9 L. 184/1983

LeggeWelfare

D.lgs 117/2017 — Codice del Terzo Settore

3 luglio 2017

Riorganizza l'intero ecosistema degli enti non profit. Introduce co-programmazione e co-progettazione come modalità ordinarie tra PA e Terzo Settore per l'erogazione dei Servizi Sociali.

Definisce gli Enti del Terzo Settore (ETS): OdV, APS, cooperative sociali, fondazioni. Introduce i Registri Unici Nazionali, i Titoli di Solidarietà, il 5×1000. Gli artt. 55-57 disciplinano il coinvolgimento degli ETS nella programmazione e nella progettazione dei servizi.

L'A.S. lavora sempre più spesso in partnership con ETS: cooperative di tipo A e B, associazioni di advocacy, fondazioni. Conoscere le diverse forme giuridiche è utile per orientare le persone verso i servizi giusti e per partecipare ai tavoli di co-progettazione.

La co-progettazione non è un appalto mascherato: la Corte Cost. 131/2020 ha chiarito che è uno strumento di amministrazione condivisa basato sulla sussidiarietà orizzontale. Richiede però che la PA mantenga la regia e la verifica degli esiti.

Riferimento: D.lgs 3 luglio 2017, n. 117 — GU n. 179 del 2/8/2017

NormaDeontologia

Codice Deontologico degli Assistenti Sociali — CNOAS 2020

Approvato dal CNOAS il 14 febbraio 2020

Il codice che disciplina la condotta professionale degli A.S. iscritti all'Albo. Definisce i principi etici, i doveri verso le persone, il segreto professionale e le responsabilità deontologiche.

Articolato in 6 sezioni: principi generali, doveri verso le persone (dignità, autodeterminazione, informazione, consenso), doveri nel rapporto con la comunità e le istituzioni, segreto professionale e riservatezza, responsabilità verso la professione, rapporti con i colleghi e il tirocinio.

Il Codice è vincolante per tutti gli iscritti all'Albo. La sua violazione può comportare procedimento disciplinare. In caso di conflitto tra indicazione del datore di lavoro e principio deontologico, l'A.S. è tenuto a rispettare il Codice — e a documentare il conflitto per iscritto. Conoscerlo è requisito per l'Esame di Stato.

Il Codice 2020 ha aggiornato quello precedente del 2009, introducendo esplicitamente i temi della digitalizzazione, delle relazioni online e della tutela dei dati. Leggi l'art. 10 (autodeterminazione) e gli artt. 24-28 (riservatezza e segreto professionale).

Codice Deontologico degli Assistenti Sociali — CNOAS, approvato 14/02/2020 — disponibile su cnoas.it

LeggeDisabilità

L. 162/1998 — Misure di sostegno alle persone con handicap grave

21 maggio 1998

Introduce il Programma di Assistenza Individuale (PAI) e il Progetto individuale di vita, rafforzando l'art. 39 L. 104/1992 con risorse aggiuntive per la vita indipendente.

Prevede piani personalizzati di sostegno per persone con handicap grave, con finanziamento di assistenza domiciliare indiretta, contributi per vita indipendente e copertura dei costi aggiuntivi derivanti dalla disabilità.

L'A.S. cura la valutazione multidisciplinare, la redazione del PAI e il raccordo con l'Asl e il Comune per l'erogazione delle risorse. Fondamentale nel case management della disabilità grave.

La legge ha attuazione variabile tra Regioni. Verifica i fondi regionali disponibili e le procedure locali di accesso, poiché i piani sono finanziati con quota FNA (Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza).

Riferimento: L. 21 maggio 1998, n. 162

LeggeDisabilità

L. 68/1999 — Norme per il diritto al lavoro dei disabili

12 marzo 1999

Disciplina il collocamento mirato delle persone con disabilità, istituendo quote di riserva nelle aziende e un sistema di servizi per l'integrazione lavorativa.

Obbliga le aziende con più di 15 dipendenti a riservare quote per lavoratori disabili (7% oltre i 50 dipendenti). Istituisce i Centri per l'Impiego e i Servizi per il collocamento mirato, con convenzioni per percorsi personalizzati.

L'A.S. supporta la persona nella valutazione delle capacità lavorative residue, nella costruzione del progetto di inserimento e nel raccordo tra ente pubblico, azienda e servizi riabilitativi.

Il collocamento mirato non è automatico: richiede la scheda professionale, la certificazione della disabilità e spesso un tirocinio di prova. Attenzione ai tempi delle graduatorie provinciali.

Riferimento: L. 12 marzo 1999, n. 68

LeggeDisabilità

L. 112/2016 — Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (Legge "Dopo di noi")

22 giugno 2016

Promuove la deistituzionalizzazione e la vita indipendente delle persone con disabilità grave prive di supporto familiare, attraverso percorsi di vita indipendente e soluzioni abitative inclusive.

Prevede programmi di supporto alla vita indipendente, co-housing, residenze con massimo 5 persone e percorsi di uscita dal nucleo familiare. Istituisce un fondo dedicato e agevolazioni fiscali per trust e vincoli di destinazione a favore delle persone con disabilità grave.

L'A.S. è figura centrale nella progettazione del "durante noi" e "dopo di noi": valutazione, progetto individuale, raccordo con famiglie e tutori, attivazione delle risorse locali e del fondo regionale.

L'attuazione richiede raccordo con i Decreti attuativi regionali. Fondamentale distinguere il progetto di vita indipendente (art. 2) dalla residenza stabile (art. 3) e dal trust familiare (art. 6).

Riferimento: L. 22 giugno 2016, n. 112

LeggeDisabilità

L. 6/2004 — Istituzione dell'amministrazione di sostegno

9 gennaio 2004

Introduce l'amministrazione di sostegno come misura flessibile di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, privilegiando la minima limitazione della capacità.

Modifica il Codice Civile (artt. 404-413) introducendo l'ADS, nominata dal Giudice Tutelare su ricorso. Supera e in parte sostituisce interdizione e inabilitazione. Prevede ampia personalizzazione dei poteri dell'amministratore.

L'A.S. può presentare ricorso al GT, essere nominato ADS e ha obbligo di segnalazione in presenza di soggetti vulnerabili non tutelati. Essenziale nel lavoro con anziani, persone con disabilità intellettiva, pazienti psichiatrici.

Il ruolo di ADS comporta responsabilità civili e penali. L'A.S. nominato deve presentare relazione annuale al GT. Non confondere i poteri del decreto di nomina con quelli dell'interdizione, che ha portata molto più ampia.

Riferimento: L. 9 gennaio 2004, n. 6

LeggeSalute mentale

L. 431/1968 — Provvedimenti per l'assistenza psichiatrica

18 marzo 1968

Legge "Mariotti": primo tentativo di riforma dell'assistenza psichiatrica, anticipatrice della L. 180/1978. Introduce il ricovero volontario e il trattamento in libera uscita.

Prevede per la prima volta il ricovero volontario nei manicomi, i centri di igiene mentale extraospedalieri e la possibilità di dimissioni protette. Apre la strada al superamento del manicomio come unica risposta alla malattia mentale.

Rilevante storicamente per comprendere l'evoluzione del sistema di cura della salute mentale in Italia e il percorso che ha portato alla Legge Basaglia. Utile nelle relazioni e nella documentazione storico-normativa.

Largamente superata dalla L. 180/1978, ma ancora citata nei procedimenti di TSO/ASO per comprendere la continuità normativa. Da conoscere nel contesto della storia del Servizio Sociale psichiatrico italiano.

Riferimento: L. 18 marzo 1968, n. 431

LeggeSalute mentale

L. 81/2014 — Disposizioni urgenti in materia di superamento degli OPG

30 maggio 2014

Dispone la definitiva chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e istituisce le Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), strutture sanitarie territoriali.

Prevede il trasferimento delle persone internate in OPG a strutture sanitarie regionali (REMS) con max 20 posti. Introduce il principio della "misura di sicurezza come ultima ratio" e il progetto terapeutico individuale come alternativa.

L'A.S. del DSM opera raccordo tra magistratura di sorveglianza, REMS e servizi territoriali per la costruzione di percorsi di dimissione e reinserimento. La valutazione del rischio e del progetto di vita sono centrali.

Le REMS sono strutture sanitarie, non detentive: il percorso è terapeutico. Ma la misura di sicurezza rimane un atto giudiziario: coordinarsi con il magistrato di sorveglianza è imprescindibile.

Riferimento: D.L. 31 marzo 2014, n. 52, conv. L. 30 maggio 2014, n. 81

LeggeMinori e famiglia

L. 285/1997 — Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l'infanzia e l'adolescenza

28 agosto 1997

Prima legge organica sui diritti dell'infanzia in Italia. Istituisce il Fondo Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza e finanzia progetti locali per il benessere dei minori.

Prevede finanziamenti ai Comuni per: servizi di sostegno alla genitorialità, centri diurni, case-famiglia, attività educative di strada, contrasto alla povertà educativa. Istituisce la Conferenza Nazionale sull'Infanzia.

L'A.S. partecipa alla progettazione dei piani di intervento territoriali (PEI) finanziati dalla legge. È il riferimento normativo per i servizi di educativa domiciliare, drop-in e laboratori per adolescenti a rischio.

I fondi ex L.285 sono distribuiti ai Comuni tramite le Regioni: verifica la programmazione locale e i bandi attivi nel tuo territorio. Spesso confluisce con i fondi della L. 328/2000.

Riferimento: L. 28 agosto 1997, n. 285

LeggeMinori e famiglia

L. 194/1978 — Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza

22 maggio 1978

Disciplina le condizioni e le modalità per l'IVG, prevedendo consultori familiari e un ruolo attivo dei Servizi Sociali nel supporto alla scelta informata.

Legalizza l'IVG entro 90 giorni, prevedendo per le minorenni l'intervento del giudice tutelare. Istituisce i consultori come presidio territoriale per la maternità consapevole e il sostegno alla genitorialità.

L'A.S. del consultorio accompagna la donna nel percorso di scelta, informa sulle risorse di supporto alla maternità, gestisce i casi di minorenni e coordina con il medico e il ginecologo.

L'obiezione di coscienza del medico non si estende all'A.S.: il servizio deve comunque garantire l'accesso all'informazione e all'accompagnamento. Per le minorenni, il ricorso al GT deve avvenire in tempi rapidissimi.

Riferimento: L. 22 maggio 1978, n. 194

LeggeMinori e famiglia

L. 26/2021 — Deleghe al Governo per la riforma del processo civile — Riforma Cartabia minori

26 novembre 2021 (D.Lgs. 149/2022)

La Riforma Cartabia istituisce il Tribunale per le Persone, i Minorenni e le Famiglie, unificando competenze e innovando il procedimento di tutela minorile.

Unifica Tribunale dei Minorenni e Tribunale ordinario per le materie familiari. Introduce il curatore speciale del minore, la valutazione psicosociale obbligatoria nei casi di conflitto, la mediazione familiare e la partecipazione del minore come diritto.

L'A.S. è sempre più coinvolto come consulente del giudice nelle valutazioni delle capacità genitoriali, nella redazione di relazioni sociali e nel piano di lavoro con la famiglia. La sua relazione è ora atto processuale a tutti gli effetti.

La riforma è in vigore dal 28 febbraio 2023. Aggiorna la tua formazione sulle nuove procedure: l'A.S. deve essere consapevole della valenza giuridica di ogni sua relazione scritta al tribunale.

Riferimento: D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (Riforma Cartabia)

LeggeMinori e famiglia

L. 66/1996 — Norme contro la violenza sessuale

15 febbraio 1996

Qualifica la violenza sessuale come reato contro la persona (non più contro la morale), amplia le tutele per le vittime e introduce norme specifiche per la tutela dei minori abusati.

Introduce gli artt. 609-bis e seguenti c.p. Prevede la violenza sessuale, gli atti sessuali con minorenne (609-quater), la corruzione di minorenne e le aggravanti. Regola l'incidente probatorio per raccogliere la testimonianza del minore.

L'A.S. è tra i soggetti che hanno l'obbligo di denuncia (art. 331 c.p.p.) in caso di abuso sessuale su minori. L'audizione protetta del minore in incidente probatorio può richiedere la presenza di figure specializzate.

Non confondere l'obbligo di denuncia (all'AG penale) con la segnalazione al TM (protezione civile). In caso di abuso sessuale su minore, entrambi i percorsi sono quasi sempre necessari. Documentare ogni passo con data e ora.

Riferimento: L. 15 febbraio 1996, n. 66

LeggeEsec. Penale

L. 354/1975 — Ordinamento Penitenziario

26 luglio 1975

Legge fondamentale del sistema penitenziario italiano. Disciplina il trattamento dei detenuti, il lavoro del Servizio Sociale penitenziario (UEPE) e le misure alternative alla detenzione.

Stabilisce i principi del trattamento rieducativo, disciplina affidamento in prova ai Servizi Sociali, semilibertà, detenzione domiciliare, liberazione condizionale. Istituisce gli UEPE (Uffici per l'Esecuzione Penale Esterna) come braccio dei Servizi Sociali nel sistema giudiziario.

L'A.S. dell'UEPE redige relazioni per la magistratura di sorveglianza, gestisce il programma di trattamento in misura alternativa, coordina con servizi territoriali e controlla l'andamento delle misure. Ruolo cruciale nella recidiva e nel reinserimento.

Le misure alternative non sono premi ma strumenti di reinserimento: documentare con precisione il piano di trattamento e le verifiche periodiche. La revoca della misura da parte del magistrato di sorveglianza può conseguire a una relazione dell'UEPE.

Riferimento: L. 26 luglio 1975, n. 354

NormaEsec. Penale

D.P.R. 230/2000 — Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario

30 giugno 2000

Regolamento attuativo della L. 354/1975. Dettaglia le procedure di trattamento, i programmi individualizzati, le osservazioni della personalità e le prassi degli UEPE.

Disciplina l'osservazione scientifica della personalità, il gruppo di osservazione e trattamento (GOT), la relazione di sintesi, i contatti con la famiglia, l'istruzione, il lavoro e le attività culturali in carcere.

L'A.S. partecipa al GOT e redige la relazione sociale del detenuto. La qualità della relazione di sintesi incide direttamente sulle decisioni del magistrato di sorveglianza in merito alle misure alternative.

Tieniti aggiornato sulle circolari DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) che integrano il regolamento. Le procedure operative cambiano frequentemente con nuove direttive ministeriali.

Riferimento: D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230

LeggeEsec. Penale

L. 67/2014 — Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie

28 aprile 2014

Introduce la messa alla prova per adulti (MAP) come istituto deflattivo, affidando al Servizio Sociale (UEPE) la gestione del programma di trattamento e della valutazione.

La messa alla prova (art. 168-bis c.p.) consente la sospensione del processo con programma di lavoro di pubblica utilità, assistenza alle vittime e risarcimento del danno. L'UEPE redige il programma e monitora l'esecuzione.

L'A.S. dell'UEPE elabora il programma con l'imputato, individua gli enti ospitanti per il lavoro di pubblica utilità e verifica l'esecuzione. Ruolo chiave per evitare il carcere in reati di media gravità.

La MAP è stata estesa progressivamente a reati sempre più gravi. Verifica la tabella dei reati ammessi aggiornata: è materia in costante evoluzione legislativa e giurisprudenziale.

Riferimento: L. 28 aprile 2014, n. 67

NormaEsec. Penale

D.P.R. 448/1988 — Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni

22 settembre 1988

Il codice del processo penale minorile. Istituisce la giustizia riparativa minorile, il perdono giudiziale, l'irrilevanza del fatto e affida al Servizio Sociale minorile (USSM) un ruolo centrale.

Prevede misure cautelari alternative alla detenzione (prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità), messa alla prova minorile (MAP), irrilevanza del fatto, perdono giudiziale. L'USSM accompagna il minore in ogni fase del procedimento.

L'A.S. dell'USSM redige indagini psicosociali, predispone piani di trattamento, segue il minore nelle misure cautelari e nella messa alla prova, raccorda con i servizi territoriali e la famiglia.

Il DPR è stato recentemente integrato dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) che ha rafforzato la giustizia riparativa anche in ambito minorile. Aggiornati sulle nuove procedure di mediazione penale.

Riferimento: D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448

LeggeEsec. Penale

L. 40/2001 — Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori

8 marzo 2001

Tutela il rapporto madre-figlio prevedendo la detenzione domiciliare e la detenzione speciale per le madri di figli minori, riducendo l'impatto carcerario sul nucleo familiare.

Introduce gli Istituti a Custodia Attenuata per Madri (ICAM) e la detenzione domiciliare speciale per madri con figli fino a 10 anni. Prevede il rinvio obbligatorio dell'esecuzione della pena per madri di bambini sotto i 3 anni.

L'A.S. valuta le condizioni abitative e familiari per la concessione della detenzione domiciliare speciale, redige relazione per la magistratura di sorveglianza, coordina con i servizi per l'infanzia e i Servizi Sociali territoriali.

La concessione delle misure non è automatica: dipende dalla valutazione del rischio di recidiva e dalla disponibilità di una rete di supporto adeguata. Il superiore interesse del minore è criterio guida.

Riferimento: L. 8 marzo 2001, n. 40

NormaDipendenze

D.P.R. 309/1990 — Testo Unico sulle sostanze stupefacenti

9 ottobre 1990

Il principale riferimento normativo in materia di dipendenze da sostanze in Italia. Disciplina la prevenzione, il trattamento, la riabilitazione e le sanzioni penali e amministrative.

Distingue detenzione per uso personale (sanzione amministrativa) da spaccio (reato penale). Istituisce i SERT/SerD per il trattamento. Prevede il programma terapeutico come alternativa alla detenzione per i tossicodipendenti e l'affidamento terapeutico.

L'A.S. del SerD costruisce il piano di trattamento, attiva comunità terapeutiche, redige relazioni per la magistratura, coordina con UEPE per le misure alternative. Ruolo chiave nell'affidamento terapeutico ex art. 94.

Il TU 309/90 è stato più volte modificato (L. 49/2006 Fini-Giovanardi, poi parzialmente dichiarata incostituzionale). Verifica la versione vigente e le tabelle delle sostanze aggiornate, poiché la classificazione incide direttamente sulle sanzioni.

Riferimento: D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

LeggeDipendenze

L. 125/2001 — Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati

30 marzo 2001

Prima legge organica sull'alcol in Italia. Disciplina la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone con dipendenza da alcol, istituisce i SERD come presidio territoriale e promuove campagne di sensibilizzazione.

Definisce gli interventi di prevenzione (divieti di vendita ai minori, limiti pubblicità), trattamento e riabilitazione. Disciplina le competenze di Regioni, ASL, Comuni. Prevede programmi terapeutici e interventi sul luogo di lavoro.

L'A.S. del SerD o del Servizio Sociale territoriale attiva percorsi di valutazione e inserimento in programma terapeutico per le persone con dipendenza da alcol, coordina con il medico, le associazioni (AA, Al-Anon) e la famiglia.

L'alcolismo è spesso correlato a problematiche familiari, occupazionali e giudiziarie (es. guida in stato di ebbrezza). Un approccio integrato e il coinvolgimento dei familiari sono generalmente più efficaci degli interventi individuali.

Riferimento: L. 30 marzo 2001, n. 125

LeggeDipendenze

L. 49/2006 — Modifiche al Testo Unico sugli stupefacenti — (Fini-Giovanardi)

21 febbraio 2006

Ha modificato il DPR 309/1990 equiparando le tabelle delle droghe pesanti e leggere. Parzialmente dichiarata incostituzionale nel 2014, ma alcune modifiche sono rimaste in vigore e impattano ancora la pratica.

Aveva equiparato droghe pesanti e leggere nelle tabelle penali (dichiarato incostituzionale da Corte Cost. 32/2014). Rimangono in vigore le norme sui programmi terapeutici come alternativa alla pena, l'inasprimento dei programmi di comunità e le procedure per il giudice di sorveglianza.

Dopo la sentenza Cost. 32/2014, sono tornate in vigore le tabelle originali del 1990 per le droghe leggere. L'A.S. deve conoscere questo scenario per orientarsi nei procedimenti penali che coinvolgono persone con dipendenza.

La materia è in continua evoluzione legislativa e giurisprudenziale. Prima di redigere relazioni per la magistratura in materia di stupefacenti, verifica sempre la tabella vigente della sostanza specifica coinvolta.

Riferimento: L. 21 febbraio 2006, n. 49 (modifiche D.P.R. 309/1990)

LeggeImmigrazione

L. 39/1990 — Legge Martelli — Norme urgenti in materia di asilo politico

28 febbraio 1990

Prima legge organica sull'immigrazione in Italia. Introduce la procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato e il primo sistema di accoglienza istituzionale.

Disciplina l'ingresso, la permanenza e l'espulsione degli stranieri. Istituisce le Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato. Prevede misure di accoglienza e integrazione. Superata nella maggior parte delle disposizioni dal D.Lgs. 286/1998.

Rilevante come riferimento storico-normativo. Alcune disposizioni in materia di trattenimento e protezione umanitaria sopravvivono nel sistema vigente. Utile per comprendere l'evoluzione del diritto d'asilo italiano.

Largamente superata dal TU immigrazione del 1998 e dalla normativa europea successiva. Consultala solo per questioni storiche o per casi particolari non coperti dalla normativa successiva.

Riferimento: L. 28 febbraio 1990, n. 39

NormaImmigrazione

D.Lgs. 286/1998 — Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione (T.U. Immigrazione)

25 luglio 1998

Il principale riferimento normativo sull'immigrazione in Italia. Disciplina l'ingresso, il soggiorno, i diritti e i doveri degli stranieri, il ricongiungimento familiare e la protezione internazionale.

Disciplina permessi di soggiorno, ricongiungimento familiare, accesso ai Servizi Sociali e sanitari, espulsione e rimpatrio, lavoro degli stranieri, istruzione e integrazione. Recepisce le direttive europee in materia di asilo e protezione internazionale.

L'A.S. applica il TU per garantire l'accesso ai servizi agli stranieri regolari e supporta le persone in situazioni di irregolarità nell'orientamento legale. Fondamentale conoscere i diritti degli stranieri in materia di salute, scuola e assistenza.

Il TU è stato modificato numerose volte (L. Bossi-Fini, Decreti Sicurezza, D.Lgs. 130/2020). Usa sempre la versione aggiornata disponibile su normattiva.it. Particolarmente complessa la parte sui permessi di soggiorno per motivi umanitari.

Riferimento: D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286

LeggeImmigrazione

L. 189/2002 — Bossi-Fini — Modifica della normativa in materia di immigrazione e di asilo

30 luglio 2002

Riforma significativa del TU immigrazione: introduce la stretta sul soggiorno, i CPT (Centri di Permanenza Temporanea) e modifica le procedure di espulsione e di richiesta d'asilo.

Introduce il contratto di soggiorno legato al lavoro, riduce i permessi di soggiorno per motivi umanitari, estende il trattenimento nei CPT (oggi CPR), introduce il reato di clandestinità (poi modificato), modifica le procedure di asilo.

L'A.S. deve conoscere questa legge per comprendere i meccanismi di regolarizzazione del soggiorno e i limiti all'accesso ai servizi. Spesso incide sulla vulnerabilità delle persone che seguiamo.

Molte disposizioni della Bossi-Fini sono state modificate o dichiarate incostituzionali nel corso degli anni. Verifica sempre la norma vigente: il contesto normativo sull'immigrazione è tra i più mutevoli del diritto italiano.

Riferimento: L. 30 luglio 2002, n. 189

LeggeImmigrazione

L. 94/2009 — Pacchetto Sicurezza — Disposizioni in materia di sicurezza pubblica

15 luglio 2009

Introduce il reato di ingresso e soggiorno illegale (poi depenalizzato), aggravanti per la nazionalità e nuove norme sul trattenimento degli stranieri irregolari.

Introduce il reato di clandestinità (poi depenalizzato da L. 67/2014 in contravvenzione), estende il trattenimento nei CIE fino a 180 giorni, introduce accordo di integrazione, richiede il permesso di soggiorno per atti notarili.

Rilevante per comprendere il quadro delle sanzioni per l'irregolarità e l'impatto sulle persone seguite. L'A.S. deve informare correttamente sulle conseguenze dell'irregolarità e orientare verso la regolarizzazione.

Il reato di clandestinità è stato depenalizzato nel 2014: ora è una contravvenzione con ammenda. Ma resta una fonte di vulnerabilità e marginalizzazione per le persone seguite. Collabora sempre con legali specializzati in diritto dell'immigrazione.

Riferimento: L. 15 luglio 2009, n. 94

LeggeImmigrazione

L. 113/2018 — Decreti Sicurezza (Salvini I) — Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale

1 dicembre 2018

Abolisce la protezione umanitaria sostituendola con permessi speciali tassativi, riduce i tempi di accoglienza e modifica il sistema SPRAR (oggi SAI).

Elimina il permesso di soggiorno per motivi umanitari (sostituito da 11 categorie speciali tassative), modifica il sistema SPRAR limitandolo a titolari di protezione, potenzia i CPR e semplifica le procedure di espulsione.

Ha creato una vasta "zona grigia" di persone che prima ottenevano protezione umanitaria e ora sono prive di status. L'A.S. deve conoscere le 11 categorie speciali per orientare correttamente le persone nella richiesta di protezione.

Parzialmente modificato dal D.Lgs. 130/2020 (Decreto Lamorgese) che ha reintrodotto alcune forme di protezione e ampliato l'accesso all'accoglienza. Usa sempre la versione aggiornata del testo.

Riferimento: D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, conv. L. 1 dicembre 2018, n. 132

NormaImmigrazione

D.Lgs. 130/2020 — Decreto Lamorgese — Modifiche al T.U. immigrazione

21 ottobre 2020

Correttivo ai Decreti Sicurezza: reintroduce alcune forme di protezione umanitaria, allarga l'accesso al SAI (ex SPRAR) e rafforza le tutele per i richiedenti asilo.

Reintroduce il permesso di soggiorno per "protezione speciale" con portata più ampia del precedente umanitario, estende l'accesso al SAI ai richiedenti asilo vulnerabili, introduce permessi per calamità, cure mediche e casi speciali.

Il permesso per protezione speciale è ora lo strumento principale per chi non ottiene rifugio o protezione sussidiaria ma è in condizione di vulnerabilità. L'A.S. deve conoscere i criteri di accesso per orientare correttamente le persone.

La protezione speciale ha criteri più ampi ma non automatici: è necessaria una valutazione individuale davanti alla Commissione. Collabora con enti e avvocati specializzati per costruire la documentazione a supporto della domanda.

Riferimento: D.Lgs. 21 ottobre 2020, n. 130

NormaDisabilità

D.Lgs. 62/2024 — Definizione della condizione di disabilità, valutazione di base e progetto di vita individuale (Riforma Disabilità)

3 maggio 2024

Prima attuazione della delega sulla disabilità (L. 227/2021): introduce una nuova valutazione multidimensionale della disabilità basata sul modello ICF e il Progetto di vita individuale personalizzato.

Supera gradualmente le precedenti certificazioni (invalidità civile, L. 104) con una valutazione integrata bio-psico-sociale (ICF). Introduce il Progetto di vita individuale e personalizzato (PVIP), realizzato insieme alla persona, con un referente dedicato.

L'A.S. è figura centrale nella valutazione multidimensionale e nella redazione del PVIP. Transizione graduale fino al 2026: dal 2025 sperimentazione in alcune province. Aggiornati sui decreti attuativi regionali.

Il D.Lgs. 62/2024 è la più grande riforma della disabilità degli ultimi decenni. Implica un cambio di paradigma dal modello medico a quello bio-psico-sociale. Formazione specifica è fortemente consigliata.

Riferimento: D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62

NormaMinori e famiglia

D.Lgs. 149/2022 — Riforma Cartabia: rito unificato, Tribunale per le persone, minorenni e famiglie

10 ottobre 2022 — in vigore dal 28 febbraio 2023

Attuazione della L. 206/2021: istituisce il rito unificato per tutti i procedimenti su persone, minorenni e famiglie, introduce l'ascolto obbligatorio del minore, il curatore speciale e regolamenta l'intervento del Servizio Sociale (art. 473-bis.27 c.p.c.).

Istituisce un rito unico per i procedimenti su responsabilità genitoriale, separazione, divorzio e tutela minorile. Accorpa le competenze di Tribunale ordinario, Tribunale per i Minorenni e Giudice Tutelare (salvo adottabilità, adozione e protezione internazionale). Il giudice relatore conduce l'istruzione in via monocratica; la decisione finale spetta al collegio. Ogni provvedimento provvisorio è reclamabile. Prevede piano genitoriale, mediazione familiare regolamentata, violenza di genere con corsia preferenziale (artt. 473-bis.40/46). L'art. 473-bis.27 regola espressamente le relazioni del Servizio Sociale: devono distinguere fatti accertati, dichiarazioni delle parti e valutazioni professionali fondate su metodologie scientificamente riconosciute, ed essere accessibili alle parti.

L'A.S. viene formalmente riconosciuto come soggetto incaricato dal giudice per monitoraggio, controllo e accertamento, con tempi certi per il deposito delle relazioni. La relazione di Servizio Sociale ha piena valenza processuale e deve essere ostensibile alle parti. L'affidamento al Servizio Sociale è riformato dall'art. 5 bis L. 184/1983: durata massima 24 mesi (12 per struttura), proroga solo se il rientro configura rischio evolutivo. L'A.S. nominato responsabile deve comunicare il proprio nominativo al tribunale entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento.

La riforma è operativa dal 28 febbraio 2023. Ogni relazione redatta per l'AG deve separare nettamente: (1) fatti accertati, (2) dichiarazioni rese dalle parti, (3) valutazioni professionali con indicazione della metodologia. In caso di violenza domestica o di genere è vietata la mediazione familiare e l'A.S. non deve realizzare interventi di vittimizzazione secondaria. La CEDU ha condannato l'Italia per affidamenti al Servizio Sociale con provvedimenti eccessivamente generici: la nuova norma impone massima specificità.

Riferimento: D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 — L. 26 novembre 2021, n. 206 (Delega Cartabia processo civile)

NormaMinori e famiglia

Art. 403 c.c. riformato — L. 206/2021: intervento urgente della pubblica autorità a favore dei minorenni

In vigore dal 22 giugno 2022

Riscrive il procedimento di allontanamento urgente del minore dalla famiglia, introducendo tempi certi e garanzie processuali per tutte le parti: il provvedimento perde efficacia se non vengono rispettati i termini stabiliti dalla norma.

La pubblica autorità (A.S., forze dell'ordine) colloca il minore in luogo sicuro e dà avviso orale immediato al PM. Entro 24 ore trasmette al PM il provvedimento con documentazione e relazione sintetica sui motivi. Il PM entro 72 ore chiede al TM la convalida (o dispone la revoca). Il TM entro 48 ore nomina il curatore speciale del minore, il giudice relatore e fissa l'udienza di comparizione entro 15 giorni. Entro 15 giorni dall'udienza, il TM in composizione collegiale conferma, modifica o revoca. Reclamo alla Corte d'Appello entro 10 giorni; la CA provvede entro 60 giorni. Il collocamento in comunità è ipotesi residuale, applicabile solo dopo esclusione di soluzioni alternative (comma 8).

L'A.S. che attiva l'art. 403 deve: avvisare oralmente il PM immediatamente; trasmettere entro 24 ore il provvedimento con relazione motivata sui rischi per il minore; coordinare con il PM per la convalida. La relazione inviata entro 24 ore è il documento fondante del procedimento: deve contenere i fatti che configurano il rischio imminente, le azioni protettive adottate e la proposta di collocamento. Il provvedimento perde efficacia automaticamente se uno dei soggetti (PA, PM, TM) non rispetta i propri tempi.

L'allontanamento ex art. 403 è misura residuale: si attiva solo quando il rischio è imminente e non sono possibili interventi meno invasivi. Non è sufficiente la fragilità familiare: serve un rischio concreto e attuale per la salute psicofisica del minore. Nel caso di violenza domestica con genitore vittima, distingui: l'allontanamento del minore con il genitore protettivo è consensuale; solo l'allontanamento dal genitore autore di violenza richiede provvedimento. Prepara in anticipo un protocollo operativo con PM, TM e rete istituzionale.

Riferimento: Art. 403 c.c. come riformato da L. 26 novembre 2021, n. 206, art. 1 — applicabile ai procedimenti dal 22 giugno 2022

NormaEsec. Penale

D.Lgs. 150/2022 — Riforma Cartabia: processo penale e giustizia riparativa

10 ottobre 2022 — in vigore dal 30 dicembre 2022

La componente penale della Riforma Cartabia (L. 134/2021): introduce la giustizia riparativa come istituto autonomo del sistema penale, potenzia la messa alla prova e ridefinisce i rapporti tra pena e percorsi di reinserimento.

Introduce la giustizia riparativa (artt. 42-67 D.Lgs. 150/2022) come percorso accessibile in qualsiasi fase e grado del procedimento penale, compresa l'esecuzione. Crea i Centri per la Giustizia Riparativa presso i Tribunali. La mediazione penale e il dialogo riparativo coinvolgono vittima, autore e comunità. Rafforza la messa alla prova per adulti (MAP), i percorsi di uscita dal carcere e la sospensione del procedimento con lavoro di pubblica utilità. Introduce anche modifiche alla procedura di appello e alla prescrizione per accelerare i tempi.

L'A.S. dell'UEPE è figura chiave nei percorsi di giustizia riparativa: costruisce il programma di MAP, individua gli enti per il lavoro di pubblica utilità, accompagna la persona nel percorso riparativo e redige la relazione di valutazione per il giudice. Nei Centri per la Giustizia Riparativa l'A.S. può operare come mediatore o facilitatore. Nei programmi riparativi il coinvolgimento della vittima è centrale: l'A.S. garantisce la protezione da ulteriori vittimizzazioni.

La giustizia riparativa non sostituisce la pena ma la integra: può essere attivata anche durante l'esecuzione e l'esito positivo incide sulla valutazione del magistrato di sorveglianza. La partecipazione è sempre volontaria per tutte le parti. I programmi riparativi sono riservati e i contenuti non possono essere usati nel procedimento penale. Aggiornati sulle circolari dei Centri per la Giustizia Riparativa istituiti nel tuo distretto.

Riferimento: D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 — L. 27 settembre 2021, n. 134 (Delega Cartabia processo penale)

Nessun risultato trovato. Prova con un termine diverso o rimuovi i filtri.
Accedi al profilo