Il colloquio con
l'Assistente Sociale

Capire come funziona il colloquio aiuta ad affrontarlo con più serenità. Questa guida spiega cosa aspettarsi — dal primo incontro alla visita domiciliare — e quali sono i tuoi diritti.

Primo colloquio Colloqui successivi Visita domiciliare I tuoi diritti FAQ
Prima del colloquio

Come prepararsi all'incontro

Il colloquio con l'Assistente Sociale è un momento di ascolto, non un interrogatorio. Non esiste una risposta giusta o sbagliata: l'obiettivo è capire la tua situazione per individuare insieme le risorse e i percorsi più adatti.

Per rendere l'incontro più utile, è consigliabile portare con sé alcuni documenti — ma anche senza di essi il colloquio può comunque avere luogo.

Documenti utili da portare

Non sono obbligatori al primo incontro, ma possono velocizzare la valutazione.

  • Carta d'identità o documento di riconoscimento valido
  • Codice fiscale (tuo e dei componenti del nucleo familiare)
  • Attestazione ISEE corrente (se disponibile)
  • Documentazione medica rilevante (certificati di invalidità, diagnosi)
  • Contratto di locazione o rogito se hai problemi abitativi
  • Documenti relativi a situazioni legali in corso (decreti del Tribunale, ecc.)
  • Qualsiasi altra documentazione che ritieni utile descrivere la tua situazione

Dove si svolge? Il primo colloquio si svolge di norma presso lo sportello del Servizio Sociale del Comune o dell'ente territoriale competente. Puoi prenotare presentandoti allo sportello, telefonando o — in alcuni Comuni — tramite portale online.

Il primo colloquio

Cosa succede durante il primo incontro

Il primo colloquio è un momento di conoscenza reciproca e raccolta della storia. L'Assistente Sociale non è lì per giudicare, ma per ascoltare e comprendere la tua situazione nella sua complessità.

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Accoglienza e presentazione

L'Assistente Sociale si presenta, spiega il suo ruolo e le finalità dell'incontro. Viene rispettata la riservatezza: tutto ciò che dici è soggetto al segreto professionale.

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Raccolta della storia e della domanda

Ti verrà chiesto di raccontare la tua situazione con parole tue: cosa ti ha spinto a chiedere aiuto, quali sono le tue preoccupazioni principali, cosa hai già provato a fare. Non è necessario essere precisi o ordinati.

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Valutazione del bisogno

L'Assistente Sociale raccoglie informazioni sulla tua situazione familiare, economica, abitativa e di salute. Potrebbe fare domande per capire meglio il contesto. Ogni informazione serve a costruire un quadro globale, non a controllare.

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Prime indicazioni e orientamento

Alla fine del colloquio, l'Assistente Sociale ti fornisce le prime indicazioni: a quali misure potresti avere diritto, a quali altri servizi puoi rivolgerti, cosa succederà nei prossimi passi.

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Apertura del fascicolo sociale

Se viene avviata una presa in carico, viene aperto un fascicolo personale dove vengono annotati i dati raccolti durante il colloquio. Hai diritto ad accedere a questo fascicolo.

I colloqui successivi

Dopo il primo colloquio: il percorso di aiuto

Il primo colloquio è raramente sufficiente da solo. Nella maggior parte dei casi, si avvia un percorso di intervento articolato in incontri successivi.

Nei colloqui successivi, l'Assistente Sociale e la persona costruiscono insieme il progetto personalizzato di intervento: un documento che definisce obiettivi, tempi, risorse mobilizzate e compiti di ciascuno. Il progetto viene condiviso, discusso e firmato da entrambe le parti.

Il progetto personalizzato

Non è un documento imposto "dall'alto": viene costruito insieme, con obiettivi realistici e tempi concordati. Viene periodicamente verificato e può essere modificato se la situazione cambia.

La frequenza dei colloqui varia in base alla situazione: da settimanale (in momenti di crisi) a mensile o bimestrale (nelle fasi di mantenimento). L'Assistente Sociale è tenuto a mantenere continuità nel rapporto, salvo cambiamenti organizzativi del servizio.

Puoi chiedere colloqui aggiuntivi. Se la tua situazione cambia o hai bisogni urgenti, hai il diritto di chiedere un incontro straordinario. Non aspettare la data pianificata se qualcosa di importante accade.

La visita domiciliare

Cosa aspettarsi da una visita a casa

La visita domiciliare è uno strumento professionale dell'Assistente Sociale che permette di osservare la situazione familiare nel contesto reale, supportare la persona nel proprio ambiente e raccogliere elementi utili alla valutazione che non emergono in ufficio.

Non è un controllo di polizia. L'Assistente Sociale non è lì per verificare se la tua casa è in ordine o per raccogliere prove contro di te. È lì per capire meglio come stai e come poterti aiutare.

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Preavviso

In condizioni normali, la visita viene concordata in anticipo con te. Le visite non annunciate avvengono solo in situazioni di urgenza o su mandato dell'Autorità Giudiziaria.

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Svolgimento

La visita dura in genere 30–90 minuti. L'Assistente Sociale osserva l'ambiente domestico, parla con te e con i componenti del nucleo familiare presenti, raccoglie le tue percezioni sulla situazione.

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La relazione di visita

Dopo la visita, viene redatta una relazione che entra nel fascicolo sociale.

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Il tuo diritto al rifiuto

Puoi rifiutare la visita domiciliare. Il rifiuto può limitare le possibilità di valutazione e potenzialmente la presa in carico; nel caso in cui la visita domiciliare era stata disposta dall'Autorità Giudiziaria, il tuo rifiuto sarà oggetto di valutazione e verrà comunicato nella relazione di aggiornamento.

I tuoi diritti

I diritti della persona nel percorso di aiuto

Il rapporto con il Servizio Sociale è regolato da principi etici e normativi precisi. Conoscere i tuoi diritti ti mette in condizione di partecipare attivamente al tuo percorso.

Riservatezza

Le informazioni che condividi sono soggette al segreto professionale e al GDPR. Non vengono divulgate a terzi senza il tuo consenso, salvo obblighi di legge.

Accesso agli atti

Hai il diritto di accedere al tuo fascicolo sociale, leggere le relazioni scritte su di te e richiederne copia secondo le norme sull'accesso ai documenti amministrativi (L. 241/90).

Partecipazione attiva

Il progetto di aiuto viene costruito insieme a te, non "su di te". Hai diritto di essere ascoltato, di proporre alternative e di non condividere le scelte che ti vengono proposte.

Non discriminazione

Il Servizio Sociale opera senza discriminazioni per nazionalità, religione, orientamento sessuale, genere o condizione socioeconomica.

Informazione chiara

Hai diritto di essere informato in modo comprensibile sulle misure a cui puoi accedere, sui procedimenti in corso e sulle conseguenze delle decisioni che ti riguardano.

Ricorso e reclamo

Se ritieni di aver subito un trattamento non corretto, puoi presentare un reclamo all'ufficio competente o rivolgerti al Difensore Civico della tua Regione o Comune.

Domande frequenti

Quello che le persone chiedono di più

Posso portare qualcuno con me al colloquio?

Sì, puoi portare un familiare, un amico di fiducia o un mediatore culturale. Se hai difficoltà linguistiche, puoi chiedere un interprete. In alcuni casi, l'Assistente Sociale può valutare se la presenza di terzi è opportuna rispetto alla riservatezza.

Cosa succede se non mi presento all'appuntamento?

È consigliabile avvisare tempestivamente il servizio in caso di impossibilità. Il mancato presentarsi ripetuto senza giustificazione può portare alla sospensione della presa in carico, soprattutto se ci sono obblighi legati a misure di tutela o misure alternative alla detenzione.

Posso registrare il colloquio?

Tecnicamente, registrare una conversazione cui si partecipa non è illegale in Italia (non è violazione di domicilio informatico). Tuttavia, potrebbe compromettere il clima di fiducia necessario al colloquio. Se hai dubbi su quanto viene detto, puoi chiedere all'Assistente Sociale di mettere per iscritto le indicazioni principali.

Posso cambiare Assistente Sociale?

Puoi farne richiesta motivata al responsabile del servizio. Il cambio viene valutato caso per caso: non sempre è possibile per ragioni organizzative. Se ci sono conflitti gravi, è opportuno segnalarli formalmente piuttosto che interrompere il percorso.

I miei dati possono essere condivisi con altri enti?

Solo con il tuo consenso o quando previsto dalla legge (es. segnalazione all'Autorità Giudiziaria in caso di rischio per minori o persone vulnerabili). Il trattamento dei dati è regolato dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dalla normativa nazionale vigente.

Ho paura che mi tolgano i figli. Cosa devo fare?

Questa è la paura più comune ed è comprensibile. L'allontanamento di un minore dalla famiglia è una misura estrema, disposta solo dall'Autorità Giudiziaria in presenza di un pericolo grave e documentato. L'Assistente Sociale lavora prioritariamente per sostenere la famiglia, non per separarla. Presentarsi e collaborare è quasi sempre la scelta migliore.

Devo sempre rispondere a tutte le domande?

No, puoi scegliere cosa condividere. Tuttavia, tenere informazioni rilevanti può limitare le possibilità di aiuto. L'Assistente Sociale è tenuto al segreto professionale, il che significa che ciò che dici non viene usato contro di te, ma per aiutarti.

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